Tuesday, October 03, 2006
Ed eccomi qui, terzo tentativo: splinder, livespace... blogspot.
Il primo ispirato a "Thoughts of a dying atheist" dei Muse, il secondo al mio storico soprannome di "Pinguina Pattinante", il terzo a uno degli scritti che amo di più: Et Dukkehjem,in italiano Casa di Bambola, di Henrik Ibsen.

Perchè mi è così caro? Perchè spesso nella vita mi son sentita Nora: una donna con un enorme bisogno di essere protetta, e che per avere ciò si annulla in favore, e per amore, di un marito, che in realtà non fa altro che chiuderla nel nido, senza aiutarla davvero nel momento del bisogno. Nora che cerca disperatamente di levarsi d'impiccio con le proprie forze, in una lotta più grande di lei. Nora che capisce di esser nel posto sbagliato e, quasi inaspettatamente, se ne va, tagliando i ponti col suo passato da "lodola canterina", "scoiattolino saltellante" di torvald.

E io sono una di quelle tre Nora, a fasi alterne, sempre. Alla ricerca della stabilità che mi manca, timorosa di dar fastidio, impaurita dall'esser sottovalutata, terrorizzata dall'idea di poter non essere amata.
posted by iaia at 6:07 PM |

2 Comments:

At 7:45 PM, Anonymous Anonymous said........
..ti lascio un bacino..
io ti voglio bene, anche se ti sento poco e vedo ancor meno! quindi un pochino di paura di non essere "amata" levatela =P

smak smak

*eLe*
 


At 6:19 PM, Anonymous Tanzen said........
Abbiamo una vita, una sola. Da vivere o da condividere. Da vivere se la nostra sorte fosse quella di rimanere senza un compagno. Da condividere qualora questo o questi compagni si riesca a trovarli. I compagni di viaggio possono essere la famiglia, gli amici, i colleghi. Ma mai nessuno potrà essere come IL compagno a cui doniamo il nostro cuore, che non è altro che una metafora del donare noi stessi. Cosa siamo infatti, metaforicamente parlando in amore, se non il nostro cuore? Ma l'uomo non vive solo col cuore. Vive anche con la mente. Alleata fedele del cuore, con il quale dovrebbe condividere il più delle volte le decisione e talvolta pure scontrarsi. L'amore non è razionalità e irrazionalità. Non esiste vero amore senza una delle due componenti.
Dalle ultime tue parole si evince non tanto la paura di amare, quando un intenso desiderio e bisogno di amore misto ad una paura, di non essere compresa, accettata, capita e quindi amata.
Le paure sono però solo degli ostacoli che abbiamo noi nella nostra mente, e, nel tuo caso, pure nel cuore. Ma sono ostacoli dai piedi di argilla: sono dei colossi terribili a vedersi ma facili a sgretolarsi. Le paure si sconfiggono, basta crederci e volerlo. Ed esse cadono.
Per vincere queste tue paure non hai che una semplice cosa da fare: lasciarti andare. Senza timori. Potrai scontrarti con dei rifiuti, potrai cadere e farti male. Ma se non ti lascerai andare non potrai nemmeno dire di aver tentato. E ad una risposta negativa, fai spallucce e ridi. Le presone destinate a cambiarti la vita e a darti quel che sogni non ti opporrano un rifiuto. Tale rifiuto ti verrà opposto da coloro che non sono destinati a giocare un ruolo nella tua vita.
E ricorda: la virtù, per quanto nascosta, non rimane mai ignorata, ma si rende manifesta: chiunque ne sarà degno ne seguirà le tracce.
Tu stessa sei una virtù e, tranquilla, qualcuno seguirà la tue tracce.
:)